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Visitare Roma:
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Una delle tante curiosità da visitare a Roma è rappresentata dalla statua di Pasquino, legata in modo indissolubile alla storia stessa della città. La statua si trova nelle immediate vicinanze di Piazza Navona, in un quartiere del centro storico cittadino, uno dei più apprezzati dai turisti di tutto il mondo, dal quale è possibile apprezzare mete di primo interesse storico - culturale come l’Ara Pacis, Piazza del Fico, Campo de’ Fiori, il Pantheon e tanto altro ancora.
La statua è una copia di un opera realizzata in stile ellenistico, rappresentante con molta probabilità un guerriero greco e risalente al III secolo a.C.
Forse si tratta dell’immagine di Menelao che sorregge il corpo esanime di Patroclo, o di Ercole in lotta contro i Centauri, oppure Aiace che porta tra le braccia il cadavere del Pelìde Achille. E’ difficile dirlo viste le condizioni della statua, priva di arti e danneggiata pesantemente nel volto. L’odierna ubicazione della statua è in Piazza Pasquino, che da essa prende il nome e che precedentemente era conosciuta come Piazza di Parione. Il suo salvataggio si deve al Cardinal Oliviero Carafa, che la riportò in luce intorno al 1501 durante gli scavi per la ripavimentazione stradale e per la ristrutturazione del Palazzo Orsini.
Tra il XVI e i XVII secolo la statua salì alla ribalta delle cronache dell’epoca, divenendo una delle statue più conosciute nel circuito cittadino per la consuetudine di porre ai suoi piedi alcune satire in versi, le Pasquinate appunto, che si scagliavano contro i potenti dell’epoca, soprattutto contro la figura del Papa.
Chi fosse l’autore reale di questi versi è difficile da dire: nel 1566 venne accusato un certo Niccolò Franco, ma, una volta messo alla forca, le pasquinate non cessarono.
Il Papa Adriano VI tentò di disfarsi allora della statua, ordinando di gettarla nel Tevere. Alla fine desistette dal suo proposito per intercessione di alcuni cardinali, che vedevano nelle pasquinate una sorta di sfogo per il sempre critico e feroce popolo romano. La statua venne allora salvata. Anche Papa Sisto V e Papa Clemente VIII provarono senza successo a rimuovere la statua. Papa Benedetto XIII emanò un editto in cui si condannava i responsabili di pasquinate alla pena di morte, alla confisca dei bene ed all’infamia. Pose così la statua sotto stretto controllo 24 ore su 24.
Le pasquinate naturalmente non cessarono, si spostarono soltanto in diverse zone della città.
Pasquino, nonostante nessuno ne conoscesse la vera identità, divenne allora il vero antagonista dei Papi di Roma, sempre pronto a scagliare taglienti frecciate sui costumi dissoluti dei regnanti e sulla loro propensione agli eccessi carnali. Con la breccia di Porta Pia e la rinuncia da parte del Vaticano al potere temporale, le Pasquinate cessarono all’improvviso, trovandosi il popolo di Roma ormai alle prese con nuovi “padroni” e nuovi assetti statali.
Così finiva un epoca, e Pasquino tacque per sempre, fatta eccezione per alcuni fatti sporadici, come la venuta di Hitler a Roma, nel 1938, anno in cui la voce del popolo tornò a scagliarsi contro i potenti per dissentire sui festeggiamenti organizzati per l’arrivo del Fuhrer.
In tempi recenti la statua ha subito alcuni importanti restauri, per ripulirla dallo strato di smog che negli anni si era depositato su di essa.
Nel 2010 venne inaugurata nella sua ritrovata bellezza, con l’aggiunta di un piccolo recinto e di alcune colonne in travertino.
In conclusione possiamo puntualizzare il grande legame della figura di Pasquino con quello del Risorgimento Romano. Le pasquinate divennero infatti molto pericolose per i governi dell’epoca, proprio per il loro valore rivoluzionario, teso a portare una scossa per il popolo intero, a guidarlo verso le giuste ragioni della rivolta e della sovversione del potere costituito da secoli, il potere della Chiesa, che fin dai tempi più antichi padroneggiava sulla città eterna.
La potenza dei versi affissi sulle statue metteva a rischio la legittimità del potere della Chiesa, poiché ne mostrava i lati corrotti e corruttori, i costumi discutibili e In questo senso è utile assistere ad una proiezione del film “Nell’Anno del Signore”, diretto da Luigi Magni nel 1969, con un quanto mai compianto Nino Manfredi nel ruolo proprio del satiro Pasquino, che rende davvero in modo egregio l‘importanza di questa figura nel quadro del Risorgimento Romano.
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