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Aventino - Ai piedi della scalinata del Campidoglio inizia la Via del Teatro di Marcello,che
prende il nome dal Teatro Marcello,la cui costruzione,iniziata da Giulio
Cesare,fu ultimata da Augusto che la dedicò al nipote Marcello, morto
nel 23 d.C. a soli venti anni. bed brekfast roma II teatro fu costruito a tre
ordini,con cinquatadue arcate, restano solo i due ordini inferiori con dodici arcate poiché nel '500 vi fu sovrapposto il Palazzo Orsini.
Segue un'area consistente nel cosiddetto Foro Olitorio,l'antico mercato degli erbaggi,costituito da un ampio nucleo di templi e portici di cui rimangono solo resti sparsi,fra i quali quelli del Tempio di Apollo Sosiano,eretto nel 433 a.C. e ricostruito in epoca augustea. Sempre nella zona del Foro Olitorio,precisamente sui resti dei Templi dedicati a Giano, alla Dea della Speranza e a Giunone,fu eretta in epoca assai antica la Chiesa di S.Nicola in Carcere, di origine bizantina,ricostruita nel 1128 e trasformata nella sua versione attuale nel 1599 con la facciata di Giacomo Della Porta. La chiesa,a pianta basilicale e suddivisa in tre navate da colonne di spoglio, appartenenti presumibilmente a precedenti costruzioni pagane,mentre l'altare maggiore è costituito da una bellissima urna antica di porfido verde.
Proseguendo lungo la via del Teatro di Marcello si giunge nell'area del Foro Boario che conserva notevoli vestigia archeologiche: il Tempio della Fortuna Virile,dedicato in origine alla Mater Matuta, risale al I secolo a.C. ed è un esempio ben conservato di architettura ellenistico romana. L'Arco di Giano Quadrifronte era uno spazio coperto per i frequentatori del mercato, risalente all'epoca di Costantino.
Il Tempio di Vesta,probabilmente dedicato al Sole,è così denominato per l'affinità con la forma circolare dell'originale presente nel Foro, e conserva ancora il suo colonnato corinzio. La bella Chiesa di S.Giorgio in Velabro,cosi chiamata per la sua collocazione nella zona del "Velabro",una radura paludosa dove secondo la tradizione furono trovati Romolo e Remo, è ricordata fin dalla fine del VII secolo come centro assistenziale della Chiesa per la popolazione romana indigente ed in origine doveva essere di rito greco, come attestano le numerose iscrizioni. L'edificio attuale fu ricostruito sotto Gregorio IV e all'inizio del 1200 vi fu aggiunto un portico architravato su colonne corinzie di recupero.
Nell'abside un pregevole affresco realizzato da Pietro Cavallini nel 1295 raffigura Cristo, la Vergine e Santi.
Il fianco sinistro della Chiesa è addossato all'Arco degli Argentari, eretto nel III secolo d.C. in onore di Settimio Severo e della sua famiglia.
Nel luglio del 1993 un attentato ha gravemente danneggiato l'intero complesso sul quale procedono i lavori di restauro. La Chiesa di S.Maria in Cosmedin fu eretta nel VI secolo sul luogo dove si trovava l'Ara Maxima Herculis, il luogo di culto del semidio greco,e successivamente, ampliata da Adriano I,divenne sede della comunità greca a Roma e fu chiamata S.Maria in Schola Graeca o "Kosmodion" per lo splendore delle decorazioni. All'interno le diciotto colonne che scandiscono le tre navate sono materiali di spoglio, mentre la pavimentazione é cosmatesca. appartamenti per vacanze
La facciata presenta un portico ad arcate dove si trova la celeberrima Bocca della Verità che secondo la tradizione avrebbe il compito di mozzare la mano dello spergiuro che ve la introducesse.
La piazza antistante chiamata nel Medioevo Ripa Greca per la presenza della comunità greca, caduta nel corso dei secoli in completo abbandono,fu risistemata nel 1715 da Papa Clemente XI che fece erigere la baroccheggiante Fontana dei Tritoni, opera di Carlo Bizzaccheri.Le ampie demolizioni effettuate nel 1924-25 qui, come sulla Via dei Fori Imperiali, hanno completamente eliminato l'aspetto rurale che nel tempo si era stratificato nella zona.

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