|
Foro di Cesare
Nella Vita di Giulio Cesare, Svetonio narra che un giorno il dittatore ricevette il Senato stando seduto al centro del podio del Tempio di Venere Genitrice. La collocazione fisica di Cesare era in assoluto contrasto con le rigide abitudini repubblicane, in quanto quella posizione era riservata alle sole divinità, che non potevano essere viventi: con quel gesto Cesare in pratica si autodivinizzava.
La stessa disposizione topografica del Foro, con sullo sfondo il tempio, non faceva altro che rimarcare una funzione ideologica e propagandistica (derivante dai santuari ellenistici dei re divinizzati) volta ad esaltare la progenitrice della stirpe Giulia e dello stesso dittatore, la cui statua equestre giganteggiava al centro del Foro con chiaro scopo sacralizzante. Quindi, pur se in origine il Foro di Cesare ebbe come funzioni primaria quella dell'ampliamento dell'antico Foro Repubblicano, dopo il 48 a.C, nel suo aspetto definitivo, cercò di affermare con l'architettura quella tendenza monarchica e dittatoriale che si andava creando nello stato romano. Nel 54 a.C. Cesare diede inizio all'acquisizione dell'area necessaria per la costruzione del più antico dei cinque Fori imperiali. Cicerone, in una lettera inviata all'amico Attico, documentò il lavoro da lui compiuto per acquistare, su incarico del dittatore, il terreno direttamente dai privati: costo di questa preliminare operazione 60 milioni di sesterzi.
La realizzazione durò alcuni anni e i lavori furono completati solo da Ottaviano dopo la morte di Cesare.

|