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bed end brackfast Roma
Lungo il percorso della Via Appia Nuova, nota via dello shopping romano, troviamo il bed end brackfast Furio Camillo, una struttura di notevole bellezza, ben curato e pulito, con arredamenti rifiniti nei minimi particolari. All’interno di un edificio recentemente ristrutturato, con delizioso cortile interno e portiere, la struttura si compone di tre camere luminose e arieggiate, con comodi letti matrimoniali. L’unico bagno si trova nel corridoio adiacente le camere, è provvisto di cabina doccia, asciugamani, asciugacapelli e prodotti per l‘igiene. La colazione abbondante è servita direttamente all’interno della struttura, all’interno di una comoda ed attrezzata cucina, e si compone di prodotti di grande qualità. Tra i servizi aggiuntivi è previsto il Wi - Fi gratuito ed illimitato, il TV Color ed il telefono in ogni stanza, parcheggio convenzionato. Il riscaldamento è autonomo. Il bed end brackfast Furio Camillo si trova a pochi minuti a piedi da Piazza Re di Roma e Piazza San Giovanni in Laterano. Come se non bastasse, nelle immediate vicinanze del b and b, si trova la fermata della Metropolitana “Furio Camillo”. Il mezzo suburbano in una manciata di minuti vi trasporterà verso tutte le altre aree della città di Roma. Simpatica e professionale la signora che gestisce la struttura, che donerà ad ogni ospite una utile piantina della città, garantendo inoltre la sua disponibilità per ogni tipo di esigenza.
La struttura è consigliata non solo ai turisti per le ragioni menzionate, ma anche ai professionisti che necessitano di un alloggio nelle immediate vicinanze di una stazione metropolitana. I prezzi assolutamente competitivi risultano essere i più bassi della città, grazie al vantaggioso rapporto qualità - prezzo proposto dalla struttura.
articoli di interesse: Foro di Cesare
Nella Vita di Giulio Cesare, Svetonio narra che un giorno il dittatore ricevette il Senato stando seduto al centro del podio del Tempio di Venere Genitrice. La collocazione fisica di Cesare era in assoluto contrasto con le rigide abitudini repubblicane, in quanto quella posizione era riservata alle sole divinità, che non potevano essere viventi: con quel gesto Cesare in pratica si autodivinizzava.
La stessa disposizione topografica del Foro, con sullo sfondo il tempio, non faceva altro che rimarcare una funzione ideologica e propagandistica (derivante dai santuari ellenistici dei re divinizzati) volta ad esaltare la progenitrice della stirpe Giulia e dello stesso dittatore, la cui statua equestre giganteggiava al centro del Foro con chiaro scopo sacralizzante. Quindi, pur se in origine il Foro di Cesare ebbe come funzioni primaria quella dell'ampliamento dell'antico Foro Repubblicano, dopo il 48 a.C, nel suo aspetto definitivo, cercò di affermare con l'architettura quella tendenza monarchica e dittatoriale che si andava creando nello stato romano. Nel 54 a.C. Cesare diede inizio all'acquisizione dell'area necessaria per la costruzione del più antico dei cinque Fori imperiali. Cicerone, in una lettera inviata all'amico Attico, documentò il lavoro da lui compiuto per acquistare, su incarico del dittatore, il terreno direttamente dai privati: costo di questa preliminare operazione 60 milioni di sesterzi.
La realizzazione durò alcuni anni e i lavori furono completati solo da Ottaviano dopo la morte di Cesare.
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