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Anfiteatro Flavio o Colosseo - Alla morte di Nerone divenne
imperatore Vespasiano. Questi, per dimostrare al popolo che i tempi
erano cambiati, espropriò la villa del suo predecessore e rese l'intera
area - già di esclusivo godimento privato - di pubblico uso, e la dove
sorgeva la stagnum Neronis fece edificare l' Anfiteatro Flavio o
Colosseo, provvedendo a colmare la valle con una decina di metri di
terra di riporto, fino ad ottenere l'attuale piano della piazza. Bed e brekfast Roma.
Alla stravaganza e alla ostentazione della ricchezza di Nerone, la
politica dei Flavi contrappone una restituzione al popolo di un'area
espropriatagli prima col fuoco, poi con la costruzione della Domus
Aurea: Vespasiano vuol così prendere le dovute distanze dal suo
predecessore. L'esigenza di nuovi luoghi di divertimento era nata a
causa dell'aumento demografico: per quanto riguarda il Colosseo, si può
supporre che esso fu realizzato anche perchè la città, dopo l'incendio,
era rimasta sguarnita di simili edifici (bruciarono infatti sia
l'Anfiteatro di Statilio Tauro che quello neroniano, entrambi ubicati a
Campo Marzio). Quando intraprese la costruzione dell' Anfiteatro Flavio
Vespasiano aveva oltre 60 anni e pretese un celere compimento
dell'opera, al fine di riservare a se stesso la gloria
dell'inaugurazione. Nonostante la febbre costruttiva, l'imperatore non
potè avere la soddisfazione di vedere il grandioso monumento compiuto,
essendo morto il 23 giugno del 79. L'onore dell'inaugurazione spettò al
figlio Tito, il quale, per solennizzare l'avvenimento, nell'80 d.C., ad
opera ancora incompiuta, fece rappresentare giochi per cento giorni
consecutivi. Vi si svolsero battaglie navali, cacce con uccisione di
migliaia di belve e combattimenti tra gladiatori. Nell'81-82, sotto
l'imperatore Domiziano, fu completata la parte superiore del Colosseo
(così chiamato per la sua mole o per la vicinanza ad una colossale
statua di bronzo); Domiziano ne proibì però le naumachiae (battaglie
navali), riservando a tali giochi un apposito edificio presso la riva
del Tevere; fece quindi installare nell'arena attrezzature sceniche e
ascensori per il sollevamento delle belve. La storia successiva del
monumento registra soprattutto combattimenti tra gladiatori e animali
feroci, spettacoli che ebbero termine soltanto agli inizi del V secolo.
Successivamente il Colosseo rimase completamente inutilizzato; ciò
provocò un rapido degrado delle sue strutture e il definitivo abbandono.
La parte del monumento che per prima risentì della mancanza di
manutenzione fu il soffitto ligneo del portico superiore, il quale ben
presto scomparve, lasciando libere le colonne che lo sostenevano.
Queste, nel violento terremoto dell' 801, precipitarono nella cavea fino
all'ipogeo dell'arena. Nel secolo XI il monumento venne trasformato in
fortezza dai Frangipane e incluso in una grande opera di fortificazione
che comprendeva, tra l'altro, il Palatino. Sotto il pontificato di
Innocenzo IV divenne proprietà della chiesa e fu utilizzato per
abitazioni e opifici fin quando, nel settembre del 1349, un tremendo
terremoto fece crollare migliaia di blocchi di travertino. alloggio economico a roma.
Fu così che alla cava del Colosseo largamente attinsero i
costruttori che edificarono i palazzi Venezia, Farnese, Barberini, della
Cancelleria e perfino del porto di Ripetta. Un editto di papa Benedetto
XIV del 1744 consacrò l'arena alla memoria dei martiri cristiani,
ponendo con ciò fine alla lenta distruzione del monumento che venne
fortunatamente restaurato prima sotto il pontificato di Pio VII e poi
dall'architetto Valadier. |