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Foro di Nerva (o Transitorio)
Trai Fori di Aucjusto e Cesare a nord ovest e quello della Pace a sudest era rimasta libera un'area stretta e lunga. In realtà questa era già in parte occupata da una grande strada, l'Argileto, che collegava il Foro Repubblicano alla Suburra. Domiziano ebbe l'idea di utilizzare questo spazio come Foro, che venne chiamato Transitorio in quanto costituiva elemento di passaggio. L'imperatore diede inizio alla costruzione prima dell'85 d.C, e praticamente la portò a termine, ' ma dato che fu dedicata da Nerva nel 97, il Foro prende anchell nome di quest'ultimo, e"con tale denominazione è infatti più noto. La pianta rettangolare misura nei lati m 120 x 45. La parte orientale si concludeva con il tempio esastilo e corinzio dedicato a Minerva. Alle spalle di
questo, però, le costruzioni non terminavano in quanto vi troviamo una grande esedra, a forma di ferro di cavallo e preceduta da colonnato, rivolta verso la Suburra: si tratta quasi certamente della Porticus absidata, avente stretta rispondenza costruttiva con
i Foro e ricordata nei cataloghi, la quale serviva come 'porta' d'ingresso per chi doveva entrare da quel lato. Per mancanza di spazio non era possibile realizzare i portici laterali nella piazza. Gli architetti trovarono la scappatoia dei colonnati addossati ai muri perimetrali, ai quali erano collegati con architrave.
Sul lato destro del tempio si trovava un arco ad un fornice di notevoli dimensioni, chiamato nel medioevo Arcus Aureae, sotto il quale passava la via pubblica. Sul lato opposto alla strada, si trovava verso sinistra in area denominata Arcus Nervae. Nel Foro Transitorio sarebbe stato collocato anche un Tempio di Giano, che, eretto all'inizio dell'Argileto, sarebbe stato distrutto dallo stesso Domiziano per sostituirlo con un arco quadrifronte al centro della piazza.
Abbiamo anche notizie di gigantesche statue di imperatori, sia pedestri sia equestri, che sarebbero state collocate nella piazza da'Alessandro Severo.
Papa Paolo V nel 1606 distrusse il Tempio di Minerva per utilizzarne i materiali nella realizzazione della fontana dell'Acqua Paola al Gianicolo.
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