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Salaria
- Non si conosce l'anno di costruzione, ma risultava già aperta
all'inizio del IV secolo a.C., percorrendo all'incirca l'attuale
via Piave. La via Salaria iniziava il suo percorso nella valle
inclusa fra il colle del Quirinale e il Pincio, uscendo dalla
porta Collina. Bad end breakfast Roma. Superata questa, dopo circa un quarto di miglio,
raggiungeva la porta del recinto aureliano (Porta Salaria),
seguiva all'incirca il tracciato attuale e proseguiva per altre
18 miglia romane, fino alla prima stazione dell'itinerario,
ossia Eretum. Tale stazione era poi seguita dalla successiva
dopo oltre 10 miglia, per aggiungere infine Hatria nel Piceno.
La "via del sale", Salaria, appunto, per il commercio del sale
che lungo il suo percorso si effettuava con i Sabini, non ebbe
soltanto una grande importanza commerciale, ma anche un notevole
interesse strategico, per il fatto di attraversare tutta la
Sabina e gran parte della penisola, in linea retta, verso nord.
In corrispondenza della cinta muraria aureliana, la via Salaria
usciva dalla porta omonima, che aveva dato anche il nome allo
slargo che attualmente si identifica con la piazza Fiume; il
piazzale mantenne in effetti il nome di Salario, fino
all'abbattimento della porta, avvenuto nel 1871, dopo i danni
che la stessa aveva subito per i bombardamenti del 1870. La
porta fu poi ricostruita dal Vespignani, ma una seconda
demolizione venne attuata nel 1921, ai fini di agevolare il
traffico, che era già allora molto intenso nella zona. Ancora
oggi sono visibili, nell'area della porta, due monumenti
funerari, che erano stati inclusi nel torrione di sinistra della
porta stessa; uno di essi, in blocchi di tufo, presentava una
scansione a lesene, mentre, nella parte più bassa, presentava
una cornice, che si può far risalire ad epoca sillana; l'altro,
poggiante su uno zoccolo di travertino, sostiene la copia del
cippo di Sulpicio, che è attualmente conservato in originale
presso i Musei Capitolini. Vi è ricordato il giovinetto, che a
soli 11 anni impegnato in uno sforzo troppo grande per
partecipare nel 94 d.C. alla gara poetica avente per tema la
fine di Fetone, era andato incontro alla morte per l'eccessivo
studio. Il cippo riporta gran parte del suo poema, che, pur non
riuscendo vincitore, era stato tuttavia molto apprezzato dal
pubblico, come riferiscono due epigrammi greci, scritti sullo
stesso cippo, dal padre del fanciullo. Superata la porta, la
Salaria procedeva diritta e il percorso della strada moderna
coincide con quello antico, con Villa Torlonia sulla destra e il
Mausoleo di Lucilio Peto sulla sinistra, fino alla grande curva
all'altezza di via Simeto. Qui in effetti la strada è, ed era,
ad un bivio, da dove sulla sinistra procedeva la Salaria
Vetus, lungo le attuali vie Paisiello, Bertoloni e Tre
Madonne verso i Monti Parioli, mentre a destra proseguiva verso
un altro lungo rettilineo la Salaria Nuova. Stanze
centrali a Roma. Che corre a fronte di un susseguirsi di
catacombe: di Santa Felicita e Massimo all'altezza di via Simeto,
di Trasone all'altezza di via Yser, dei Giordani all'altezza di
via Anapo, fino a quelle di Priscilla. A fronte di quest'ultime,
un susseguirsi di verde frammentato dalla Villa Grazioli alla
Villa Ada e fino al Monte Antenne. La strada supera quindi l'Aniene
con il Ponte Salario e attraversa la Val Melania, fronteggia
l'Aeroporto dell'Urbe, fino alle zone di Castel Giubileo e
Marcigliana, limite del Comune di Roma.
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