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Chiesa di S. Bonaventura al Palatino (via di S, Bonaventura) Sorta su un'antica cisterna dell'acquedotto Claudio, fu eretta, insieme all'annesso convento, dal card. Francesco Barberini nel 1675 e consacrata nel 1689. La chiesa presenta una semplice facciata
con una nicchia nella quale è collocata una statua settecentesca di S.
Bonaventura. Nell'esterno, a navata unica, si ammirano, tra l'altro, interessanti opere del sec. XVII: Crocifisso, Annunciazione, S. Michele di G.B. Benaschi; i Ss. Pasquale, Diego e Salvatore d'Orta di G. Calandrucci; sull'altare Immacolata e Santi di Filippo Micheli da Camerino; sotto l'altare si trovano le spoglie mortali di S. Leonardo da Porto Maurizio morto nel convento nel 1751.
Chiesa di S. Sebastiano al Palatino
(via di S. Bonaventura) Detta anche di S. Sebastiano alla Polveriera per i magazzini di polvere che durante l'occupazione francese vi furono sistemati, la chiesa, con annesso convento, venne fondata alla fine del X sec. sul luogo dove, secondo la tradizione, S. Sebastiano avrebbe subito il martirio. Per la sua strategica posizione vi si svolsero fatti storici rilevanti: nel 1001, alla presenza di Silvestre II, vi si tenne un sinodo; nel 1057 il popolo prelevò dal convento il card. Federico il Lotaringio per acclamarlo papa col nome di Stefano IX; nel 1118 vi si svolse il conclave nel quale risultò eletto Gelasio II.
bad e breckfast roma. Nel 1144 vi morì Celestino II e poco dopo chiesa e convento vennero abbandonati e trasformati in casale agricolo. La chiesa fu restaurata nel 1631 a spese del principe Taddeo Barberini, nipote di papa Urbano Vili, che si servì dell'architetto Luigi Arrigucci, autore anche dell'altare adorno di due colonne di breccia corallina. Prima dei restauri le pareti erano interamente affrescate: sono rimasti i dipinti dell'abside con Storie di Cristo e S. Sebastiano (fine sec. X) e il sottostante S. Benedetto tra i Ss. Pietro e Paolo (sec. XI) aggiunto quando la chiesa passò alle dipendenze dell'abbazia di Montecassino. L'interno è costituito da un'aula
absidata e presenta sulla parete dì destra una lapide che cita un certo Merco, morto nel 977, il quale si ritirò in questo convento abbandonando gli agi della vita: è la più antica testimonianza riferita alla chiesa; sulla parete sinistra, pala rappresentante il Martirio di S. Sebastiano, opera di Andrea Camassei (1633).
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