Le strutture ricettive extralberghiere hanno invaso negli ultimi anni il mercato turistico, proponendo soluzioni davvero vantaggiose per il pernottamento. Eppure c’è ancora molta confusione intorno al loro lavoro e ai servizi che esse offrono. Tante persone non sembrano aver ben capito la differenza tra questo tipo di strutture e quelle più tradizionali, come hotel e pensioni. Innanzitutto bisogna dire che divergono nella natura stessa del loro sviluppo, delle loro origini e dei loro scopi: mentre gli hotel sono pensati e costruiti per fornire al maggior numero di clienti possibile i vari servizi di ricezione, le strutture extralberghiere nascono dall’utilizzo di camere disponibili all’interno di abitazioni private. I primi sono legati a categorie professionali ben precise, mentre i secondi sembrano venire da un universo più amatoriale, frutto dell’ottimizzazione di spazi privati. Non a caso i primi Bad and breakfast erano stanze in affitto all’interno di case abitate solitamente da nuclei familiari. Strutture di questo genere forniscono unicamente servizi di pernottamento e prima colazione, a differenza degli hotel (soprattutto nei regimi di pensione intera), in cui è prevista anche la somministrazione dei pasti. Ma la confusione maggiore probabilmente si fa proprio all’interno della stessa categoria: le strutture ricettive extralberghiere non si limitano ai soli B and B. esistono infatti anche monolocali, case vacanza, affitta camere, agriturismi, case rurali ed altre ancora. Differiscono tra di loro per una serie di motivi, tutti chiaramente espressi ed approfonditamente sviluppati all’interno delle varie Leggi Regionali che ne regolano l’attività. Già, perché in Italia ogni singola regione può scegliere in maniera autonoma i regolamenti da applicare a queste attività.