'Storia di Roma la Civiltà di Marzabotto '

 

5. età del ferro: ha inizio verso il 1000-900 a. C., presenta 2 civiltà, che sono in parte coeve: . civiltà di Villanova (sec X-V) cosiddetta da una necropoli a incinerazione rinvenuta a Villanova (sobborgo di Bologna). I villanoviani conoscevano l'uso del ferro e praticavano l'incinerazione, ossia bruciavano i corpi e ne conservavano le ceneri in urne, a forma di doppio cono coperte da una ciotola o da un elmo da guerriero, che seppellivano ai margini dell'abitato; alle ossa incenerite erano mescolati gli ornamenti personali: fibule, spille, braccialetti, perle d'ambra, mentre intorno all'ossario venivano sparse le stoviglie del morto. In questo stesso periodo si ebbe in Italia la terza ondata di invasione: per via di terra, vennero i Veneti, popolazione di razza indoeuropea; mentre per via di mare gli Iàpigi, anch'essi di razza indoeuropea, che si stanziarono nell'odierna Puglia.

Civiltà di Marzabotto (sec VIII in poi), cosiddetta per alcune tombe scoperte a Marzabotto (sull'Appennino bolognese). All'inizio di questa civiltà approdarono in Italia gruppi di razza sconosciuta, ma di provenienza orientale, i quali si stabilirono sulle sponde tirreniche della penisola, cacciando o sottomettendo le precedenti popolazioni italiche o indigene. Tali popolazioni furono gli Etruschi, che + tardi, si restrinsero in quella regione che da essi prese il nome di Etruria (Toscana - Umbria occidentale). Per il rito funebre, gli Etruschi adottarono sia il rito dell'inumazione (in questo caso i morti venivano deposti in sarcofaghi di terracotta o di marmo) sia quello dell'incinerazione(i morti venivano posti in vasi di terracotta o di bronzo). Popolazioni dell'Italia storica: l'Italia nell'età di poco anteriore alla fondazione di Roma, presenta le seguenti popolazioni:

a. nell'Italia settentrionale i Liguri, gli Etruschi, i Veneti.

b. nell'Italia centrale vi erano principalmente gli Etruschi (in Etruria) e gli Italici. Questi ultimi si dividevano in Latini, Ausoni, che abitavano il Lazio; gli Umbri, che abitavano l'Umbria fino all'Adriatico; gli Oschi, assorbiti dagli umbri abitavano nel Lazio e nella Campania; e i Sabelli, che abitavano l'Abruzzo settentrionale e meridionale ed il Sannio(Molise). In Abruzzo centrale ci stavano le 4 tribù sabelliche: Vestini, Marruccini, Peligni e Marsi. c. nell'Italia meridionale vi erano gli Etruschi, che abitavano parte della Campania; gli Enotri, che abitavano la Lucania e l'Abruzzo; gli Iapigi, che abitavano la Puglia e la Calabria. La Sicilia era abitata dai Siculi (parte orientale), i Sicani e gli Elimi (parte occidentale); La Sardegna dai Liguri e dai Sardi; La Corsica dai Liguri. Gli Etruschi. La prima grande civiltà a fiorire sul territorio italiano è quella degli Etruschi. Fra i popoli dell'Italia antica gli E,. raggiunsero un alto grado di civiltà rispetto a tutti i popoli antichi. Sappiamo poco su di essi, perché la loro lingua è stata decifrata solo di recente e presenta ancora molti punti oscuri. Possediamo iscrizioni funerarie. Non si è finora riusciti ad accertare nemmeno la loro razza (che non fu indubbiamente indoeuropea). Lo storico greco Erodoto riteneva gli E. originari della Lidia (Asia Minore) e li faceva venire in Italia per via di mare; mentre per Dionisio di Alicarnasso gli E. erano un popolo indigeno dell'Italia, quindi indoeuropei, con costumi e lingua diversi da quelli delle altre popolazioni. per cultura sembravano essere stati influenzati dalla cultura egeo-cretese (decorazione pittorica con motivi di tigri, leoni, leopardi, sfingi) in sostanza gli E. si formarono come popolo nell'Italia centrale e qui formarono la prima vera grande civiltà indigena italiana. Gli E. tra l'VIII e il VI sec. a.C., dominarono gran parte dell'Italia, dalla pianura padana (tra il Ticino e l'Adige) fino al Lazio e alla Campania. Nel corso dell'VIII sec. dalla Toscana cominciarono a spostarsi verso il Lazio lungo le coste del Tirreno dove fondarono le città di Cere, Tarquinia, Vulci, Vetulonia, Populonia, Volterra; per poi spostarsi più a sud dirigendosi verso la Campania dove fondarono la città di Capua. Verso la fine del VI secolo si stabilirono in Emilia fondando le città di Parma, Modena e Piacenza. Infine pure in Sardegna settentrionale. Con la fondazione di Roma (21 aprile 753 a.C.) alla fine i Romani si liberarono del dominio etrusco e gli etruschi nel 265 caddero sotto il potere di Roma. Religione: veneravano 3 divinità principali: Tinia (corrispondente al Giove latino), Uni (corrispondente a Giunone) e Menerva (corrispondente a Minerva).Veneravano inoltre i geni buoni (come le 3 Lase o Parche, che assistevano l'uomo in vita e in morte) e i geni cattivi (come le Larve o Lèmuri, spiriti degli uomini malvagi). I sacerdoti avevano una grande autorità e nulla si intraprendeva senza la loro approvazione. Tra essi si distinguevano gli àuguri, che ritenevano di intraprendere alla volontà degli dèi osservando il volo degli uccelli; e gli arùspici, che ritenevano di interpretare tale volontà scrutando le viscere degli animali. Il rito funebre dovette essere originariamente quello dell'inumazione ma fu adottato in alcuni luoghi quello dell'inumazione, e in altri luoghi quello dell'incinerazione. Orientamento politico: non era molto forte perché gli E. non costituirono mai un grande stato unitario, saldamente organizzato, ma ogni città costituiva uno stato a sé. Queste città etrusche indipendenti tra loro si riunivano solo in casi particolari: ad es., nel IV secolo, al tempo delle guerre contro Roma, si riunirono, nel numero di 12, formando delle vere e proprie leghe (lega di Voltumna). Ogni città era governata da magistrati annui, i quali venivano assistiti da un lato dal consiglio degli anziani, scelti tra i capi delle famiglie nobili, dall'altro da un'assemblea popolare, che veniva convocata periodicamente per approvare le loro decisioni. In caso di guerra veniva eletto un comandante unico, una specie di re o dittatore, che assumeva il comando supremo di tutte le forze collegate. Condizioni economiche: furono indubbiamente il popolo più progredito dell'Italia. erano dediti all'agricoltura e alla pastorizia, ma ancor di più allo sfruttamento delle miniere, al commercio. Erano abili nella lavorazione dei metalli (specialmente del bronzo), nella tessitura della lana, nella produzione del vetro.

Cultura: furono attenti soprattutto alle arti divinatorie. Erano inoltre studiosi di matematica, fisica e astronomia. Fra le opere nel campo della scultura ricordiamo: la Lupa capitolina (bronzo); l'Apollo di Veio (terracotta); la Chimera di Arezzo (bronzo). Nel campo dell'architettura introdussero l'uso dell'arco e della volta, che verranno perfezionate in seguito dai Romani. Anche nella costruzione di ponti , strade, fognature, gli E. costituirono per i Romani un primo importante modello. Costruirono molti tempi per gli dei e sepolcri sotterranei.

2. Il periodo regio.

2.1. Origine di Roma. - Divisione della storia romana: la storia romana si suol dividere in 3 periodi secondo le diverse forme di governo che ebbe la città: a. periodo regio, dalla fondazione di Roma (753 a.C.) alla cacciata di Tarquinio il Superbo (509 a.C.); b. periodo repubblicano, dalla cacciata di Tarquinio il Superbo alla fondazione dell'impero per opera di Augusto (30 a.C.); c. periodo imperiale, dalla fondazione dell'impero(30 a.C.) alla caduta dell'impero d'Occidente (476 d.C.). storici delle origine di Roma: i maggiori storici, che trattano delle origine di Roma, furono:

1. Tito Livio (59 a.C.-17 d.C.), latino, vissuto nell'età di Augusto. Egli scrisse una Storia Romana (Ab urbe condita libri), che narra in 142 libri la storia di Roma fino alla morte di Druso (9 a.C.). Nel Medioevo tali libri furono raggruppati in deche, ma ci restano solo 3 deche e mezza: i libri I - X, che comprendono la storia di Roma fino alla terza guerra sannitica (293 a.C.) e i libri XXI-XLV, che comprendono la storia di Roma dalla seconda guerra punica (218 a.C.) fino al trionfo di Emilio Paolo (167 a.C.).

2. Dionisio d'Alicarnasso, greco, vissuto anch'egli nell'età di Augusto. Egli scrisse una storia romana (Antichità romane), che narra in 20 libri la storia di Roma dalle origini fino alla prima guerra punica (264 a.C.). ci restano solo i primi 10 libri e una parte dell'undicesimo. Tanto Livio che Dionisio si valgono delle stesse fonti, ma sono dotati di scarso senso critico, tanto che accolgono una quantità di notizie leggendarie o inesatte. Fonti principali erano le note degli annalisti, cioè gli storici che dal sec III al I a.C. avevano elaborato le notizie contenenti negli annali dei pontefici, nelle memorie familiari, ecc. Inoltre Livio è un romano che partecipa intimamente alla restaurazione augustea e ha un senso profondo del destino di Roma, mentre Dionisio è soprattutto un retore che si preoccupa di scrivere un'opera retoricamente perfetta.

Formazione di Roma secondo la leggenda: secondo la leggenda, riportata dallo storico romano Tito Livio nei suoi Annali dalla fondazione della città, l'origine della fondazione di Roma è collegata col più famoso dei miti greci: la guerra di Troia. Secondo questa leggenda, Enea, figlio della dea Afrodite e del troiano Anchise, riuscì a porsi in salvo mentre la sua città era in preda alle fiamme. Intorno a lui si raccolse un gruppo di troiani scampati alla distruzione di Troia, decisi a fuggire lontano con la speranza di poter fondare una nuova patria. Dopo lunghe peregrinazioni giunsero sulle rive del Lazio, ma solo dopo molte lotte coi popoli indigeni Enea poté fondare la città di Lavinio. Quindi suo figlio Julo (o Ascanio) fondò, presso i Colli Albani, una nuova città, Alba Longa, che divenne il centro più importante del Lazio. Dopo Ascanio regnarono su Alba Longa altri 12 re, di cui l'ultimo fu Proca, che lasciò morendo 2 figli, Numitore e Amulio. Il buon Numitore successe al padre nel regno, ma il fratello Amulio, ambizioso e crudele, lo cacciò, usurpandone il trono e gli uccise i figli, tranne Rea Silvia, alla quale ordinò di diventare sacerdotessa della dea Vesta, impedendole così di sposarsi e di generare. Rea Silvia ebbe invece da Marte 2 gemelli, Amulio allora comandò che la madre fosse sepolta viva e che i 2 gemelli fossero gettati nel Tevere in piena. Ma il cesto in cui erano stati messi rimase impigliato nei rami di un fico, ai piedi del colle Palatino, vicino alla riva; quando le acque del fiume calarono, il cesto restò insabbiato all'asciutto. I 2 gemelli furono prima allattati da una lupa, scesa dai monti per dissetarsi. Poi furono raccolti dal pastore Faustolo, che li condusse a casa e diede loro il nome di Romolo e Remo. Divenuti grandi e conosciuta la loro storia, i 2 gemelli uccisero Amulio e restituirono il trono al nonno Numitore. Quindi decisero di fondare una nuova città presso il luogo dove erano stati esposti: Romolo voleva fondarla sul Palatino e darle il proprio nome, mentre Remo voleva fondarla sull'Aventino e darle il suo. Per stabilire che dei 2 dovesse darle il nome, si affidarono al volo degli uccelli e si appostarono su 2 alture vicine. Remo vide per primo dall'Aventino 6 uccelli, Romolo dal Palatino ne vide 12. Toccava quindi a Romolo dare il nome alla città. Romolo allora aggiogò un toro e una giovenca all'aratro e tracciò un solco quadrato, per delimitare i confini. Remo però saltò il solco in segno di sfida e Romolo lo uccise. Questa è la leggenda.

continua...

1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7 - 8 - 9 - 10 - 11- 12 - 13 - 14 - 15 - 16


 

B&B in offerta
Al Colosseo
Anfiteatro Romano
A Piazza Navona
App.to San Giovanni
App.to Campo De' Fiori
b&b S.M.Maggiore
Campo dei fiori
Cavalleggeri
Cipro
Desiderio di Roma
Elite
Gregorio VII
La Cupola
Luxury
Monolocale Colosseo
Ottaviano
Re di Roma
San Lorenzo
San Pietro
Trastevere
Trevi 1
Trevi 2
Vaticano
Via Nazionale
Via Veneto

Come aprire un b&b
Perchè aprire un b&b
Come gestire un b&b
Affidarsi alla BedLine
Pratiche e servizi

Come prenotare
Regolamento
Muoversi a Roma
Comune di Roma
Articoli su Roma
Mappa del centro di Roma

bed&breakfast Partners
Affittacamere Partners
Hotel Partners
Ristoranti consigliati

Possiedi un bed and breakfast a Roma?
Iscrivilo sul nostro portale!




Metti un link sulla tua home page del tuo sito turistico! Se il tuo è il sito di un b&b riceverai 3 links dalle home page di 3 diversi siti del nostro gruppo!




 

Bed & breakfast Roma
Via Prenestina, 246 - 00171 Roma
tel. 06. 21.70.05.61 cell. 393.966.50.78
e-mail: info@bedbreakfastroma.it

Copyright 2006