'Storia di Roma'

 

L'Italia antica.

Il nome di Italia designava anticamente solo la parte meridionale dell'odierna Calabria. Esso si estese gradatamente, nei secoli posteriori, verso settentrione, in modo che, al tempo delle guerre puniche, designava già tutta la penisola fino ai fiumi Arno e Rubicone. Alla fine il nome Italia si estese a tutta la penisola fino alle Alpi. I Greci designavano talora l'Italia anche col nome di Esperia (terra del tramonto) a causa della sua posizione rispetto alla Grecia; Enotria, Ausonia, Iapigia ecc., secondo i diversi popoli che i loro coloni incontrarono sulle coste dell'Italia meridionale e della Sicilia dall'VIII secolo in poi. Virgilio nelle Georgiche designa l'Italia col nome di Saturnia. Posizione geografica: l'Italia, posta nel centro del Mediterraneo, tra la penisola balcanica ad est, la penisola iberica ad ovest, l'Africa a sud, fu sempre il più opportuno ponte di passaggio tra tutte queste regioni e quindi fu aperta all'intenso traffico di scambi materiali e culturali tra i popoli rivieraschi del Mediterraneo e alle immigrazioni e alle colonizzazioni, sia per via di terra, sia per via di mare. E poiché il Mediterraneo, sia per il clima temperato, per le sue coste frastagliate e propizie alla navigazione, per la fertilità delle terre che esso bagna, l'Italia si venne ben presto a trovare al centro di sviluppo della civiltà. Geografia dell'Italia antica: l'Italia aveva per confine ad ovest il mar Tirreno, il fiume Varo e le Alpi occidentali; a nord le Alpi centrali; ad est le Alpi orientali, il fiume Arsia e il mare Adriatico; a sud il mare Ionio. La Sicilia, la Sardegna e la Corsica furono considerate dai Romani come province conquistate e non come parte dell'Italia propria. L'Italia si divideva in 3 parti: a. Italia settentrionale, che comprendeva 4 regioni:

1. la Liguria, che comprendeva la Liguria, e il Piemonte a sud del Po;

2. la Gallia Cisalpina, che comprendeva tutto l'odierno Piemonte a nord del Po e gran parte della Lombardia e dell'Emilia, confinava ad ovest con le Alpi occidentali. Essa si suddivideva in Gallia Tranpadana (odierno Piemonte del nord) e in Gallia Cispadana (odierna Emilia).

3. la Venezia, che comprendeva l'odierno Veneto.

4. l'Istria comprendeva la zona tra il golfo di Trieste e il golfo del Quarnaro, sull'Adriatico. b. Italia centrale, che comprendeva 8 regioni:

1. l'Etruria, che comprendeva l'odierna Toscana, l'Umbria e parte del Lazio;

2. il Lazio, che si suddivideva il Latium vetus abitato dai Prisci Latini, le cui città principali erano Roma, Alba Longa e Tusculum (Frascati) e in Latium novum, abitato da Equi, Ernici, Volsci, Ausoni.

3. la Campania, che comprendeva solo una breve striscia della Campania. Essa era dotata di una fertilità prodigiosa e di un clima incantevole.

4. l'Umbria, che comprendeva oltre l'odierna Umbria ad oriente del Tevere, parte delle Marche fino all'Adriatico

5. il Piceno, che comprendeva parte delle odierne Marche e dell'Abruzzo

6. la Sabina, che comprendeva l'Abruzzo settentrionale

7. il Paese delle Tribu' Sabelliche, che comprendeva l'Abruzzo centrale, ed era abitato da 4 tribù: i Verstini; i Marrucini; i Peligni e i Marsi.

8. il Sannio, che comprendeva l'Abruzzo meridionale e il Molise. c. Italia meridionale, che comprendeva 4 regioni:

1. la Lucania, che comprendeva l'odierna Basilicata e parte della Campania fino al Tirreno;

2. il Bruzio, che comprendeva l'odierna Calabria,

3. l'Apulia, che comprendeva la Puglia,

4. la Calabria, che i Greci chiamavano Iapigia. La Sicilia, la Sardegna e la Corsica non furono mai considerate parti dell'Italia vera e propria, ma come province conquistate. Le popolazioni delle età preistoriche: la penisola italica che si protende nel bacino del Mediterraneo tra la Grecia e la Spagna fu abitata sin da tempi molto antichi. Nella penisola si succedettero diverse civiltà alle quali diedero vita gente diverse. Nel periodo preistorico vi furono diverse età dette

1. l'età paleolitica,

2. l'età neolitica,

3. l'età eneolitica,

4. l'età del bronzo e

5. l'età del ferro.

1. età paleolitica: l'uomo paleolitico ha lasciato tracce della sua presenza e della sua attività in Liguria, in Emilia, in Campania (isola di Capri), in Puglia, in Sicilia (presso Trapani). Troviamo caverne naturali, oggetti di pietra o d'osso lavorati rozzamente. L'Italia in questa età fu abitata da popolazioni di razza sconosciuta (la cosiddetta razza dell'Olmo). In questo periodo i morti vengono seppelliti nelle stesse caverne in cui hanno vissuto attraverso il rito funebre dell'inumazione, ponendo accanto ad essi gli oggetti e le vivande che dovevano servire alla loro vita d'oltretomba.

2. età neolitica: che ha lasciato abbondanti tracce in Sicilia, in Toscana. Troviamo caverne naturali o artificiali, capanne rotonde, oggetti di pietra levigata. L'Italia in questo periodo fu abitata da popolazioni appartenenti alla cosiddetta razza mediterranea (o euroafricana), formata da bruni, la quale si era già venuta formando dalla fusione tra la precedente razza dell'Olmo e popolazioni negroidi, provenienti dall'Africa settentrionale. Molti antropologi ritengono che tali popolazioni si debbano identificare coi Liguri, coi Sardi, coi Sicani, con gli Elimi( concentrati nell'estremità nord - occidentale della Sicilia); coi Reti. Tutta la penisola appare popolata da gente più progredite: le loro armi e i loro strumenti sono ancora di pietra, ma lavorati e finemente levigati. Abitavano nelle capanne rotonde ben piantate nel suolo, usavano utensili di pietra e vivevano di caccia, di pesca e di raccolta, praticando l'allevamento e alcune forme elementari di agricoltura. Il rito funebre è ancora quello dell'inumazione, ma i morti vengono per lo + deposti sul fianco sinistro, ponendo accanto ad essi gli oggetti + cari e vasi ripieni di vivande per la vita d'oltretomba.

3. età eneolitica: che ha inizio verso il 2500 a. C., si può considerare un'età di transizione tra quella della pietra e quella dei metalli. Compaiono i primi oggetti in rame (pugnale triangolare). Un sistema assai diffuso di abitazione è quello delle palafitte, cioè capanne costruite su pali piantati in acqua, soprattutto nei laghi dell'Italia settentrionale, che offrivano maggior sicurezza contro gli animali e facilitavano la pesca. L'Italia in questo periodo fu probabilmente invasa da popolazioni di razze indoeuropea, da identificare coi Protoitalici. Il rito funebre è ancora quello dell'inumazione.

4. età del bronzo: che ha inizio verso il 2000 a. C., presenta numerosi oggetti di bronzo, tra i quali il pugnale, la spada, il rasoio, il pettine. Troviamo accanto alla palafitte numerose terramare, ossia villaggi di capanne, costruiti su pali piantati (palafitte) nella terraferma e circondati da fossati per la difesa. L'Italia in questa età fu nuovamente invasa da una nuove popolazioni di razza indoeuropea (una specie di seconda ondata), appartenenti ad un grado di civiltà nettamente superiore, le quali penetrarono nella penisola in parte sottomettendo le precedenti popolazioni. Alcuni antropologi ritengono che tali popolazioni si debbano identificare ancora con gli Italici del gruppo umbro-osco, o (poiché gli Umbri si fusero quasi ovunque con gli Oschi, dando origine ai Sabelli) col nome di gruppo umbro-sabellico. L'età del bronzo presenta 2 civiltà principali che sono: - quella appenninica, così definita perché si estendeva lungo la dorsale dell'Appennino dall'Emilia alla Campania e alla Puglia, caratterizzata dalle ceramiche, in Italia centro-meridionale; - e quella nuragica in Sardegna. Il rito funebre è ancora quello dell'inumazione, ma nelle terremare appare per la prima volta, quello dell'incinerazione, ossia cremare i loro morti e raccogliere le ceneri in urne che erano collocate in necropoli (cimiteri) eretti su palafitte accanto al villaggio.

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